COMMENTI. CONCRETE SPERANZE PER IL NUCLEARE PULITO
pubblicato il : 10/03/2010    
G_media228BRUNO_LATELLAL’accordo italo - russo dei giorni scorsi, a Roma, per la costruzione congiunta, in Russia, di un reattore nucleare a fusione, per la produzione di energia elettrica, riaccende le speranze sul nucleare pulito.
Il recente accordo con la Russia segue quello tra Unione Europea, Stati Uniti, Russia, Cina, India, Giappone e Corea del Sud, per la costruzione in Francia di un reattore sperimentale per la fusione nucleare.
Noi italiani, presi come siamo a parlare male di noi stessi, spesso dimentichiamo che l’Italia è sempre stata all’avanguardia nel campo dell’energia nucleare a cominciare dai tempi di Enrico Fermi.
Negli anni ’80 il nostro Paese era tra i più avanzati nella ricerca e nell’utilizzo del nucleare per scopi pacifici, anche parchè le Università italiane avevano formato migliaia di ingegneri e tecnici molti dei quali impegnati nella ricerca in Enti e Università oltre che nella costruzione di quattro centrali nucleari (Borgo Sabotino provincia di Latina,  Sessa Aurunca provincia di Caserta, Trino in provincia di Vercelli e  Caorso in provincia di Piacenza) per la produzione di energia elettrica.
Dopo il referendum del 1987 l’Italia fermò quelle centrali, mentre avrebbe potuto non costruirne delle nuove  ma tenere in produzione quelle esistenti (che erano   costate molto denaro).
Fortunatamente le conoscenze tecniche e scientifiche degli esperti italiani non sono andate perdute e oggi costituiscono un grande patrimonio riconosciuto ed apprezzato non solo nel nostro Paese: i progressi compiuti nel campo del nucleare è anche merito di molti di loro. Auguriamo che i risultati della fusione arrivino presto, anche perché il programma dell’attuale Governo per la realizzazione di centrali tradizionali a fissione, viene ostacolato da norme poco chiare sulle  competenze tra Stato, Regioni ed Enti locali, oltre che dalla presa di posizione delle organizzazioni ambientaliste, cresciute enormemente in tutta Europa ed anche nel nostro Paese.
L’energia nucleare da fusione metterebbe tutti d’accordo in quanto non produrrebbe scorie (se non in quantità trascurabile) che costituiscono la principale causa dell’opposizione da parte della popolazione.
In molti ritengono che la fusione sia ancora nella fase sperimentale mentre noi  abbiamo bisogno subito di energia e non possiamo attendere.
Pure per le centrali a fissione  bisogna attendere molti anni affinché la moderna tecnologia le renda più sicure di quelle degli anni ’80.
Se veramente si vuole produrre energia (oltre a non sprecarne) ci sono le fonti rinnovabili che possono dare un consistente contributo. Occorre volontà politica per sostenerle con investimenti adeguati.
Sole, acqua, vento, geotermia, biomasse, ecc. sono fonti presenti sul nostro territorio in quantità soddisfacente per essere integrate con le altre fonti tradizionali.
In questo campo un’altra buona notizia viene dalla scelta dell’ENEL di accelerare su “Green Power” con un progetto per investire quasi 13 miliardi di euro (7 dei quali in Italia) nelle energie rinnovabili.
Se questa volta l’ENEL terrà conto anche dello sviluppo della filiera italiana delle fonti rinnovabili ritengo che saremo in molti ad apprezzarne l’impegno.
L’accordo tra i principali Paesi industrializzati del mondo per la costruzione del reattore nucleare a fusione in Francia; l’accordo italo russo per la costruzione di un reattore e l’impegno dell’ENEL sono importanti passi avanti sulla via delle fonti rinnovabili e della sicurezza energetica.

Bruno Latella, presidente onorario Unimpresa
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